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divina commedia contrappasso

La ‘Divina Commedia’ e la legge del contrappasso

a cura di Gabriele Abbondi - 08/01/2021

Nella Divina Commedia dantesca le pene per i dannati dell’Inferno sono rigidamente normate dal contrappasso, definito per analogia o per contrasto.

Contrappasso: dall’unione dei lemmi latini contra e patior (“soffrire il contrario”). Su questo rigoroso principio si basano la ripartizione e le modalità esecutive delle pene inflitte alle anime dannate dell’Inferno nella Divina Commedia. Questa norma, discendente diretta dell’antica ed efferata legge del taglione, viene applicata in due possibili direzioni: per analogia o per contrasto, a seconda che la punizione rispecchi fedelmente la colpa o ne costituisca l’esatto opposto.

Passiamo ora in rassegna i vari cerchi e gironi, mettendo in evidenza quali correlazioni sussistano tra peccato commesso e castigo subito.

Vestibolo – Ignavi

Pena: completamente nudi, sono costretti a inseguire un vessillo bianco mentre vengono punti da vespe e mosconi, con vermi che succhiano loro sangue e lacrime.
Contrappasso: poiché in vita non si sono mai schierati politicamente per una fazione e non hanno lottato per nessun ideale, ora sono costretti a correre dietro a una bandiera che non reca alcuna insegna.

I cerchio (Limbo) – Non battezzati e pagani virtuosi

Pena: sono tormentati dall’inappagabile desiderio di poter vedere Dio.
Contrappasso: hanno rifiutato la fede non per deliberata volontà ma per mancata conoscenza, scontano il loro peccato originale venendo privati della luce divina.

II cerchio – Lussuriosi

Pena: sono perpetuamente trascinati da una bufera infernale di vento.
Contrappasso: come in vita si sono fatti travolgere dalle passioni carnali, ora sono sopraffatti dalla tempesta senza soluzione di continuità.

III cerchio – Golosi

Pena: sono immersi in una fanghiglia putrida sotto una pioggia battente di grandine, acqua sporca e nera neve, mentre Cerbero dilania i loro corpi con zanne e artigli.
Contrappasso: poiché in vita non sono riusciti a frenare debitamente l’istinto più basilare dell’essere umano (nutrirsi), ora sono costretti a rimanere prostrati al suolo in un pantano, proprio come animali; la ricerca delle migliori prelibatezze culinarie si è trasformata nella crudele sopportazione del fetore ripugnante cui sono sottoposti.

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IV cerchio – Avari e prodighi

Pena: divisi in due schiere, camminano per l’eternità lungo la stessa circonferenza ma in direzione opposta, scontrandosi e rimproverandosi a vicenda la propria colpa per poi proseguire dall’altro lato; lungo il percorso spingono faticosamente enormi macigni con il petto.
Contrappasso: come in vita si sono affannati ad accumulare (avari) o sperperare (prodighi) ricchezze, ora sono costretti a far rotolare massi di dimensioni proporzionate alla quantità di beni posseduti/dilapidati.

V cerchio – Iracondi e accidiosi

Pena: gli iracondi sono immersi nudi nella palude dello Stige, percuotendo e mordendo ferocemente il proprio corpo e quello degli altri dannati; gli accidiosi sono relegati sotto la superficie e i loro sospiri fanno ribollire le acque putride.
Contrappasso: poiché i primi hanno sfogato in vita la propria ira sugli altri, ora continuano a esercitarla anche su se stessi, subendo inoltre le angherie dei propri simili; i secondi, invece, avendo serbato rancore dentro di sè senza esternarlo, sono sommersi senza possibilità di venire a galla.

VI cerchio – Eretici, atei ed epicurei

Pena: giacciono in sepolcri infuocati e l’intensità del calore sprigionato è direttamente proporzionale alla gravità del loro peccato.
Contrappasso: in vita, credendo nella mortalità dell’anima, hanno perseverato nell’errore e ora attendono il Giudizio Universale e la riunione dello spirito con il corpo in avelli ardenti; accecati da una falsa dottrina, sono gli unici dannati in grado di vedere passato e futuro, senza possedere cognizione del presente.

VII cerchio, primo girone – Violenti contro il prossimo

Pena: i loro corpi sono immersi nel Flegetonte, fiume di sangue bollente, a seconda della loro colpa (fino agli occhi i tiranni, fino al collo gli assassini, fino al petto i predoni, fino ai piedi i restanti peccatori); sulle sponde i centauri, armati di arco e frecce, vegliano affinché nessuno emerga più di quanto stabilito.
Contrappasso: come in vita si sono macchiati del sangue altrui, ora vi si trovano immersi e sono vittime di violenza ferina da parte dei centauri.

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VII cerchio, secondo girone – Violenti contro se stessi

Pena: i suicidi sono tramutati in alberi secchi e nodosi, straziati dalle Arpie; gli scialacquatori corrono nudi inseguiti da nere cagne, come in una battuta di caccia.
Contrappasso: i primi, avendo disprezzato il proprio corpo, sono ridotti in una forma di natura inferiore e, per essersi procurati la morte, vengono dilaniati dagli artigli delle crudeli Arpie; i secondi, rei di aver gettato via esistenza e patrimonio, sono fatti a brandelli da cagne fameliche.

VII cerchio, terzo girone – Violenti contro Dio

Pena: in una landa deserta e sabbiosa, battuta da un’incessante pioggia di fuoco, sono radunate le anime dei bestemmiatori (supini), degli usurati (seduti) e dei sodomiti (in costante movimento).
Contrappasso: il loro rabbioso ardore contro Dio in vita si è tramutato in una pioggia infuocata che li tormenta.

VIII cerchio, prima bolgia – Ruffiani e seduttori

Pena: le anime delle due schiere corrono nude in direzioni opposte (i ruffiani vicino all’argine esterno, i seduttori in prossimità di quello interno), sferzate dalle fruste dei diavoli.
Contrappasso: la vergogna che ha caratterizzato la vita dei primi prosegue anche dopo la morte, mentre il piacere carnale provato dai secondi è divenuto punizione corporale ad opera dei demoni.

VIII cerchio, seconda bolgia – Adulatori

Pena: sono immersi nello sterco.
Contrappasso: in vita hanno degradato le proprie anime tessendo false lodi, ora la loro umiliazione procede anche in senso materiale.

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VIII cerchio, terza bolgia – Simoniaci

Pena: sono conficcati a testa in giù in buche nel terreno, con le piante dei piedi lambite da fiamme.
Contrappasso: in vita hanno cercato di riempirsi le tasche rovesciando la legge di Cristo, ora sono anch’essi imborsati e capovolti.

VIII cerchio, quarta bolgia – Maghi e indovini

Pena: procedono a ritroso perchè hanno la testa voltata all’indietro.
Contrappasso: in vita hanno voluto predire il futuro, ora possono soltanto vedere il passato.

VIII cerchio, quinta bolgia – Barattieri

Pena: sono immersi nella pece bollente e, quando tentano di uscirne, vengono uncinati dai bastoni di neri demoni alati.
Contrappasso: come in vita hanno utilizzati metodi viscidi per arricchirsi, ora si trovano invischiati nella scura pece.

VIII cerchio, sesta bolgia – Ipocriti

Pena: sono costretti a camminare gravati dal peso di cappe di piombo, dorate esternamente; i membri del Sinedrio, rei di aver fatto condannato a morte Cristo, sono crocefissi per terra e calpestati dalla moltitudine di anime.
Contrappasso: in vita hanno celato la propria meschinità dietro l’apparenza, ora subiscono materialmente il peso di questa falsa benevolenza.

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VIII cerchio, settima bolgia – Ladri

Pena: si divincolano nudi, con le mani legate dietro la schiena da serpenti; quando vengono morsi dai rettili, diventano cenere per poi riacquistare le proprie sembianze.
Contrappasso: poiché in vita hanno usato le mani per rubare, ora sono costretti a tenerle dietro la schiena.

VIII cerchio, ottava bolgia – Consiglieri fraudolenti

Pena: sono avvolti da una lingua di fuoco che li tormenta senza sosta.
Contrappasso: in vita hanno provocato guai e sventure con le loro parole, ora vengono condannati a subire una sorte simile.

VIII cerchio, nona bolgia – Seminatori di discordie

Pena: sono smembrati dai demoni; quando le loro ferite si rimarginano, i diavoli provvedono crudelmente a riaprirle.
Contrappasso: in vita hanno creato divisioni e conflitti con il loro operato, ora sono fatti a pezzi e mutilati nel corpo.

VIII cerchio, decima bolgia – Falsari

Pena: a seconda del peccato commesso sono sfigurati da terribili malattie (scabbia, lebbra, rabbia, idropisia, febbre, ecc).
Contrappasso: in vita hanno alterato la realtà in vari modi, ora vengono essi stessi deturpati nel corpo dai morbi.

IX cerchio, prima zona (Caina) – Traditori dei parenti

Pena: sono immersi nel ghiaccio fino al collo e piangono con il viso rivolto verso il basso.
Contrappasso: in vita hanno avuto il cuore così duro e freddo da tradire le persone care, ora sono immobili nel ghiaccio.

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IX cerchio, seconda zona (Antenora) – Traditori della patria

Pena: sono immersi nel ghiaccio fino al collo, con il viso rivolto verso l’alto.
Contrappasso: in vita hanno avuto il cuore così duro e freddo da tradire la propria patria, ora sono immobili nel ghiaccio.

IX cerchio, terza zona (Tolomea) – Traditori degli amici

Pena: sono distesi supini sotto la superficie del ghiaccio, con il viso rivolto verso l’alto; le lacrime si congelano negli occhi senza dar sfogo al loro dolore.
Contrappasso: in vita hanno avuto il cuore così duro e freddo da tradire amici e commensali, ora sono immobili nel ghiaccio.

IX cerchio, quarta zona (Giudecca) – Traditori dei benefattori

Pena: sono sepolti interamente nel ghiaccio in diverse posizioni (alcuni sono rivolti verso il basso, altri hanno la testa o i piedi verso l’alto, altri ancora sono rannicchiati); la loro postura indica il tipo di peccato (i primi hanno tradito i loro pari, i secondi i loro superiori, i terzi i loro sottoposti, gli ultimi entrambi).
Contrappasso: in vita hanno avuto il cuore così duro e freddo da tradire chi ha fatto loro del bene, ora sono immobili nel ghiaccio.

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Lucifero – Traditori dell’autorità (religiosa e politica)

Pena: Giuda (traditore dell’autorità religiosa) e Bruto e Cassio (traditori dell’autorità politica) sono dilaniati dalle tre bocche di Lucifero, anch’egli conficcato nel ghiaccio.
Contrappasso: i tre più grandi traditori nella storia dell’umanità sono puniti dal traditore supremo.

Alla luce di quanto riportato, è facile constatare come nella Divina Commedia la legge del contrappasso venga declinata in una moltitudine di manifestazioni, per analogia e per contrasto, al fine di garantire la coerenza delle pene con il significato globale dell’opera.


Fonti:
profcanale.it

Credits:
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