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sera sul viale karl johan munch

‘Sera sul viale Karl Johan’: Munch e il vuoto della borghesia

a cura di Gabriele Abbondi - 21/01/2021

Nell’opera Sera sul viale Karl Johan (1892) il pittore norvegese Edvard Munch offre una rappresentazione inquietante e spettrale della borghesia europea di fine Ottocento.

Nel 1892 Edvard Munch espone alcune delle proprie opere a Berlino: la critica è spietata, i giudizi negativi rappresentano un’amara costante e, dopo una sola settimana, la mostra viene interrotta. Tra le circa cinquanta tele presentate nel corso della fallimentare esperienza nella capitale tedesca vi è anche Sera sul viale Karl Johan, dipinto che testimonia emblematicamente la personale ricerca stilistica dell’autore: nella sua produzione l’artista di Løten accorda un’evidente precedenza alla psiche dei personaggi, rappresentandoli come fossero «involucri di passioni o di angosce», talvolta deformandone mostruosamente i volti come nel suo celebre Urlo (1893, prima versione).

Il quadro, oggi conservato a Bergen, mette in scena il tipico rituale borghese della passeggiata serale nel centro cittadino di Oslo, cuore della vita economica e sociale della capitale norvegese. Sulla sinistra è raffigurata una fiumana di appartenenti al ceto medio, con volti scheletrici e occhi sbarrati: è evidente, in questa perdita di ogni tratto di umanità (eccezion fatta per i cilindri degli uomini e per i copricapi alla moda delle signore), la feroce critica mossa da Munch alla classe produttiva, rea di aver anteposto la logica del profitto ai valori etico-morali. A catturare l’occhio, simboleggiando visivamente le stanze dove è avvenuta questa degradazione, sono le luci del Parlamento, in secondo piano ed enfaticamente gialle all’imbrunire. Disarmonico e solitario, il passante sulla destra è la personificazione dell’artista nella società di massa, un’ombra che viaggia controcorrente incurante dell’emarginazione e dello scherno altrui: questa figura assume connotazione baudelairiane, incarnando perfettamente l’atteggiamento del flâneur e rispecchiando la drammatica condizione di chi ha subito una «perdita d’aureola».

sera sul viale karl johan munch

In Sera sul viale Karl Johan emerge un uso tipicamente espressionista del colore: esemplari, a tal proposito, sono l’ombra violacea sulla strada e il cielo, di un azzurro intenso striato e solcato da nubi grigie; gli edifici sul lato sinistro della tela, inoltre, conservano un riflesso rosaceo che, ultimo residuo del chiarore diurno, conferisce rilievo alla spettrale processione di corpi vuoti. Nella pittura di Munch le scelte cromatiche vanno a braccetto con la psicologia dei personaggi e delle situazioni rappresentate: profondamente influenzato dall’esistenzialismo di Kierkegaard e dalle pièces teatrali di Ibsen, l’autore traspone nei propri quadri tematiche delicate quali l’incertezza del futuro, l’angoscia, l’incombenza della morte, il conflitto generazionale e la crisi dei valori di fine Ottocento.


Fonti:
G. Cricco, F.P. Di Teodoro, Il Cricco Di Teodoro. Itinerario nell’arte (Edizione Gialla, Vol. 5), Bologna, Zanichelli, 2012, pp. 1732-1734.

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