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guernica picasso

Dipingere e immortalare l’orrore: ‘Guernica’ di Picasso

a cura di Gabriele Abbondi - 20/12/2020

Con Guernica Pablo Picasso denuncia acremente la violenta follia dell’essere umano, trasponendo su tela un monito senza tempo per le generazioni future.

Il 26 aprile 1937, in un lunedì di mercato come tanti altri, le forze aeree italo-tedesche bombardarono la cittadina basca di Guernica, spalleggiando l’offensiva dei nazionalisti di Francisco Franco impegnati nella guerra civile spagnola: 31 tonnellate di esplosivo piovvero dal cielo e il computo dei morti superò nettamente le 1600 unità. Scosso dalla drammatica notizia, in appena due mesi (tra maggio e giugno), Pablo Picasso realizzò l’omonima tela: il dipinto che, nei progetti della committenza repubblicana, avrebbe dovuto rappresentare la magnificenza della nazione, in vista dell’Esposizione Universale di Parigi del medesimo anno, si materializzò come un’aspra denuncia delle atrocità del conflitto fratricida in corso.

L’opera venne collocata nel Padiglione spagnolo dell’expo, provocando scalpore e commozione: si tratta di un autentico manifesto politico e ideologico, titanicamente concepito (3,49 m di altezza per 7,76 di larghezza) per diventare un monito intergenerazionale, per mettere in guardia dagli abomini della guerra e dalle devastazioni materiali e psicologiche che essa comporta.

guernica picasso

La vivacità dei colori viene rimpiazzata da un’asettica tavolozza di grigi e azzurri su un fondo antracite: ciò che davvero illumina la composizione (eccezion fatta per il lampadario) è il mortifero bagliore delle esplosioni, riflesso sui volti straziati e urlanti delle vittime del massacro. Vi è un ordine rigoroso in questo caos apparente: il dipinto può essere suddiviso in tre fasce verticali e la sezione centrale, di dimensioni maggiori, ospita il numero più consistente di personaggi.

Il pennello di Picasso mette in scena, con tratti spigolosi e taglienti, una Guernica invasa dal dolore e dalla disperazione. Sotto le bombe cade la consueta distinzione tra interni ed esterni, come testimoniato dal lampadario (centro-sinistra) e dall’edificio in fiamme (destra): gli sventramenti bellici distruggono anche l’intimità del focolare domestico, in un quadro apocalittico in cui uomini e animali fuggono in preda al panico.

guernica picasso

Con un pregnante simbolismo, in Guernica Picasso rappresenta il popolo spagnolo (il cavallo ferito al centro), martire della bestialità (il toro sulla sinistra) del conflitto civile, mentre una donna affacciata alla finestra tiene in mano una lampada a petrolio, emblematica manifestazione della barbarie causata dalla guerra. Ma, tra le macerie e i corpi smembrati, emerge un fiore intonso e con esso la consapevolezza che la vita e la ragione trionferanno ancora una volta sulla follia dell’essere umano.

Ufficiale nazista: «Avete fatto voi questo orrore, maestro?»
Picasso: «No, l’avete fatto voi!»


Fonti:
G. Cricco, F.P. Di Teodoro, Il Cricco Di Teodoro. Itinerario nell’arte (Edizione Gialla, Vol. 5), Bologna, Zanichelli, 2012, pp. 1770-1772.

Credits:
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